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mercoledì 27 ottobre 2010

...in fondo basta il minimo...

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Ieri, sono arrivata in ufficio mezz'ora in anticipo per scrivere un post delirante sul senso delle parole, sulla loro doppiezza, sugli inganni che celano. L'ho scritto e corretto, riscritto e modificato, poi l'ho tenuto lì fino alle sei e alle sei e mezza l'ho ancora ritoccato prima di pubblicarlo (s'intitolava "contenitori"), quando finalmente mi pareva di aver sgarbugliato la matassa un errore di blogger me lo ha polverizzato...l'ho preso come un segno del destino, era da cestinare.
Quante chiacchiere ha ragione Baloo..

lunedì 25 ottobre 2010

Contenitori 2, la vendetta

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Dunque, qualche giorno fa raccontavo di come questo post mi si fosse polverizzato (per motivi che non ho ben capito, di blogger) e di come lo avessi considerato un "segno" del fatto che probabilmente non doveva essere pubblicato...oggi vedo che è rimasto intrappolato come bozza. Mi viene da pensare che dovesse rimanere lì, in modo che io potessi capire, a distanza di giorni se era delirante, tanto quanto mi pareva che fosse e se valeva la pena pubblicarlo o no. Bè, ancora non l'ho capito, quindi eccolo qui, se vi va...

"Il potere delle parole...
Ho sempre pensato ne avessero, ho anche delle etichette dedicate alle parole, però, più ci penso e più mi rendo conto che le parole sono delle custodie, degli involucri.
Continuo ad avere delle vere e proprie "intuizioni" sentendo delle banalità, mi accorgo che le stesse identiche parole, sentite in un determinato stato d'animo o cadendo nel bel mezzo di una riflessione, possono veicolare un'idea, (aprire una porta nella mente) che altrimenti non arrivererbbe. Ascolto delle cose ovvie e metto in circolo una serie di pensieri, di collegamenti, che sembra impossibile siano partiti da lì, al contrario, vedo a volte illumunarsi gli occhi di persone che hanno capito cose che io nemmeno vedo ascoltando altrettante banalità, che a quel punto per me restano tali.
Vedo poi anche, il pericolo connesso al contenitore. Se chi ascolta non ha la disponibilità d'animo giusta per percepire gli strati a cipolla (come direbbe Shrek) di quelle parole, non può comprendere la quantità di contenuti che quelle contengono.
Le incomprensioni tra le persone non avvengono poi, per questo stesso motivo? Come si può svuotare la mente per ascoltare, anzichè sentire, quello che ci stanno dicendo e comprenderne l'interezza? E poi, quante volte, credendo di non aver nessun pregiudizio, rispetto a quanto sto per ascoltare, in realtà sto già interpretando, sto già presupponendo contenuti non detti? A quel punto lo "strato" che inserisco non era nemmeno presente in quelle parole, ho voluto mettercelo io...mi sto dibattendo in questo groviglio e mi accorgo di fare come il gatto con il gomitolo.
C'è qualcuno che mi vuol dare una mano?"

mercoledì 20 ottobre 2010

Nanananana...Karaoke!

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martedì 19 ottobre 2010

Tutto l'universo obbedisce all'amore

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sabato 16 ottobre 2010

Facce

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Mi è tornata tra le mani una valgia di cartone nella quale avevo riposto una montagna di foto di famiglia, tra tante è saltata fuori anche questa, che non ricordavo.
Ho sempre pensato di avera la faccia di mio padre, ho il suo sorriso, i suoi occhi, ma nell'insieme, lo vedo in questa foto, ho proprio la stessa faccia di queste due donne qui, mia madre e la sua.
Mi fa un po' impressione perchè alla fine, mi ero sempre identificata con la linea paterna, un po' come se la mia radice fosse quella.
E' vero che lui mi ha cresciuta, mi ha dato quell'imprintig che mi ha fatto sentire di appartenere ad una famiglia, ed è anche vero che queste due donne schive l'una e respingente l'altra non sono mai state per me un modello. La nonna succube, la madre depressa...non rappresentano certo il modello di donna che vorrei essere.
Però stanno lì, immobili guardano in macchina, mi guardano da un'altra epoca, da un giorno lontano nel tempo.
E quante cose raccontano queste due facce, questi occhi un po' spenti. Interpreto io, consapevole delle loro storie, o la fotografia, come ho sempre pensato cristallizza delle verità, congela un attimo di vita e la rende palese a tutti?
Quando ho iniziato a studiare fotografia mi sono appassionata fin da subito al ritratto e un progetto che ho sempre tenuto nasconto in un cassetto, consisteva nel creare un ambiente neutro, un fondale uniforme, davanti al quale far sedere gruppi familiari dello stesso sesso (nonna, mamma, nipote..) ora maschi ora femmine, per tracciare quella mappa che passa sulle facce delle persone che appartengono alla stessa famiglia.
Guardare questa foto mi ha fatto tornare alla mente quel progetto, che forse un giorno realizzerò, chissà.

sabato 9 ottobre 2010

If

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Se riesci a mantenere la calma quando tutti attorno a te la stanno perdendo;

Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te tenendo conto però dei loro dubbi;

Se sai aspettare senza stancarti di aspettare o essendo calunniato non rispondere con calunnie o essendo odiato non dare spazio all'odio senza tuttavia sembrare troppo buono ne' parlare troppo da saggio;

Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;

Se riesci a pensare senza fare di pensieri il tuo fine;

Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo;

Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto, distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;

Se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita distrutte e sai umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie e rischiarla in un solo colpo a testa o croce e perdere e ricominciare dall'inizio senza mai lasciarti sfuggire una sola parola su quello che hai perso;

Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più e così resistere quando in te non c'è più nulla tranne la volontà che dice loro: "Resistete!';

Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale;

Se non possono ferire ne' i nemici ne' gli amici troppo premurosi; Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;

Se riesci a riempire l'inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa: tua e' la Terra e tutto ciò che vi e' in essa e - quel che più conta - tu sarai un Uomo, figlio mio !

mercoledì 6 ottobre 2010

Orizzonti

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Da giorni mi sento ripetere questa frase:
per avere le cose che non abbiamo mai avuto dobbiamo essere la persona che non siamo mai stati.
Parliamone, tanto per cominciare, di che "cose" stiamo parlando? Poi, che tipo di persona devo diventare per ottenerle? Terzo, chi dice che io non voglia riavere cose che ho avuto in passato e che ora ho perduto, che quindi io sia già la persona che voglio essere, per ottenere ciò voglio?
Credo piuttosto che avesse ragione Einstein (tanto per cambiare) che diceva: i problemi non possono essere risolti allo stesso livello di pensiero che li ha creati, il concetto era certo questo, non sono sicura che siano le parole esatte.
Con questo non voglio certo dire di essere una persona completa e definitiva, penso al contrario che i lavori siano sempre in corso e che osservare la nostra vita dall'interno e dall'esterno, controllare il nostro cammino e dove ci sta conducendo sia l'unico modo per proseguire la strada continuando a crescere. Credo anche, però che si debba avere un codice di valori interni, che per quanto mutino i nostri orizzonti, debba continuare a condurci, presenti a noi stessi, a volte galleggiando, a volte restando in apnea con la testa sott'acqua, ma in ogni caso a condurci.
Più che ottenere cose che non ho mai avuto, voglio diventare la persona che credo giusto essere, penso che lavorerò per questo.
Le cose oggi le ho e domani no, i valori, i pensieri i sentimenti fanno di me la persona che sono, poggiano le basi per quella che sarò domani.

sabato 2 ottobre 2010

Li Rong Mei

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Domenica prossima, ho deciso di andare a mettere il naso in un altro stile, questa donna è davvero favolosa, si muove in un modo incredibile...anzi aggiungo anche un contributo video, per chi fosse curioso*.

Fino adesso ho lavorato sul Wu, ho tentato di apprendere un po' di Chen (ma non sono un granchè, devo ammettere è difficilino...), andiamo a dare un'occhiata anche a Li Rong Mei, perchè no.

Devo ammetterlo, il fatto che sia una donna e che abbia ottenuto il titolo (per pochi) di Gran Maestro, solletica la mia vena femminista, che zitta zitta se ne sta acquattata nel profondo, ma c'è.

Capisco di camminare sul precipizio del: "chissenefrega, potevi scrivertelo sull'agenda", eppure vedo che spesso mi viene chiesto di raccontare qualcosa della mia esperienza con il Tai ji, le parole non so se restituiscono a sufficienza l'esperienza, che resta comuque diversa per ognuno.

Il Tai ji per me è stato qualcosa di importante, è diventato una specie di timone, un'opportunità di ricerca interiore. Credo che gli unici consigli graditi siano quelli richiesti, quindi non lo consiglierò.
Per chi pensa che si possa trattare di un'esperienza curiosa/interessante/nuova...questo è il link per l'iscrizione (http://www.savonataiji.it/savonataiji/Iscrizione.html), non costa troppo, magari ci vediamo lì, no?

* il contributo video che intendevo, non sono riuscita a caricarlo (troppo pesante) allora ho pensato di aggiungere l'accoppiata magica Battiato & Tai ji, la "coreografia" che vedete alle spalle è realizzata da allievi della scuola di Li Rong Mei, quella con la spada è lei (non ci si crede...era Sanremo).