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martedì 7 giugno 2011

...forza, cancellate tutto

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domenica 5 giugno 2011

xin

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Qualcuno lo sa, sono mesi che mi picchio con la calligrafia cinese, inchiostro, pennelli, carta...il me più profondo, direi quasi quello primario. La calligrafia è il punto di incontro tra le due passioni della mia vita (fino ad oggi) la pittura e il Taiji, a ben pensarci in realtà si è insinuata quasi senza che me ne accorgessi, anche la scrittura...e la calligrafia non è propriamente scrittura, perchè si guarda al lato estetico del carattere non tanto al suo significato.
La calligrafia mi attirava da tempo, avevo studiato già quella occidentale, il carattere inglese, l'italico, l'onciale, ma c'era qualcosa che non mi soddisfaceva pienamente, forse era proprio quel curarsi solo del lato estetico, ero sempre a domandarmi: ma cosa scrivo? I caratteri cinesi no, non mi portano a questa domanda, perchè?
Parliamo per esempio di Xin (che illustra questo post), significa cuore, in un carattere si concentrano così tanti significati, che partendo dalla rappresentazione figurata dell'idea (il muscolo) arrivano all'estensione del concetto come sentimento, tanto da lasciare spazio a tutto ciò che ognuno vuol aggiungere.
Scrivere è anche un po' questo no? Mettere sulla carta quel che ogni lettore può completare con il suo vissuto, solo così una storia ti appartiene veramente dopo averla letta.
Scegliere di scrivere un carattere piuttosto che un'altro, già di per se vuol dire abbracciarne i significati.
Quando si dipinge un carattere si deve tenere il pennello in allineamento con il polso, bisogna avere un respiro regolare, controllo...il mio insegnante dice che il pennello è come un sismografo, registra lo stato d'animo.
Bè cuore...non mi viene, è il carattere che tra tutti mi riesce peggio, su alcuni caratteri sono quasi brava, ma cuore mi sfugge, non riesco ad entrare nelle proporzioni, non riesco a mettere in relazione i pieni con i vuoti, non riesco ad inserirlo nello schema del quadrato, non  lo capisco.
Mi ha colpito molto scoprire che nell'edizione Adelphi dell' IChing l'introduzione sia stata scritta da Jung, che lo considerava un prezioso strumento di autoanalisi, vedere che l'oriente e l'occidente sono continuamente in dialogo quando si parla di mondo interiore fa si che io mi chieda:
non è che le mie difficoltà con xin sono connesse alla mia incapacità di capire il cuore umano?

sabato 4 giugno 2011

soltanto un Sith vive di assoluti

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