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venerdì 31 dicembre 2010

Moltezza

Oggi Emma mi  ha chiesto (dopo aver rivisto Alice in Wonderland) che cos'è la moltezza?
Io distrattamente le ho detto che era un termine più divertente usato al posto di molteplicità.
Poi però, questo termine ha continuato a girarmi in testa per tutto il tempo...ho iniziato a ficcanasare su Google e ho iniziato a rimbalzare tra domande e risposte, tra supposizioni e interpretazioni, insomma di questa moltezza se ne parla ma non si sa precisamente di che cosa si tratti.
Allora ho pensato che, al di là del sinonimo (e della traduzione in italiano), si poteva tentare di dare un'interpretazione più creativa e ho pensato anche che a volte mi sento piena di moltezza, mentre ci sono delle volte in cui sono pervasa dalla pochezza...
Ci sono volte in cui mi sento circondata da molte moltezze e a volte invece...ok, ok, lasciamo perdere.

Moltezza: termine inventato dal regista Tim Burton e detto dal cappellaio Matto ad Alice ("Prima eri molto più... moltosa! Hai perso la tua moltezza."), per indicarle che crescendo ha indossato i panni dell'unica Alice che gli altri potevano vedere, facendo in modo che quella sola e unica Alice fosse la stessa per tutti. Comodo per dare sicurezze agli altri, utile per darla a se stessi.

La moltezza disorienta chi ti deve catalogare, è sconsigliata se si vuole trovare una collocazione sociale, è anzi consigliabile scegliere un aspetto e ricondursi a quello puntualmente.
La moltezza è quella che ci indica tutte le strade possibili, contemporanee e disponibili, è anche quella che può farci scegliere ogni giorno di essere gli stessi, ma dopo aver valutato l'alternativa, che c'è, proprio ogni giorno.

La moltezza è quella che auguro a tutti, ma proprio tutti, anche quelli che non leggo questo blog, per il 2011. Molta moltezza a tutti, auguri.

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